lunedì 10 febbraio 2025

Il Museo archeologico dei popoli italici “Amedeo Maiuri” è attualmente chiuso ma una volta aperto merita una visita nel centro di Veroli (FR)

Museo archeologico dei popoli italici “Amedeo Maiuri” è al momento chiuso per manutenzione straordinaria 

Ma merita una visita senz'altro quando è aperto

Si informano i visitatori che il Museo, dal 29 gennaio 2025, è temporaneamente chiuso al pubblico per interventi di manutenzione straordinaria. Daranno pronta comunicazione della data di riapertura.

Nel Museo archeologico dei popoli italici “Amedeo Maiuri” la mostra allestita al primo piano di Palazzo "Marchesi Campanari" celebra uno dei più grandi archeologi del Novecento, Amedeo Maiuri, nato a Veroli nel 1886. Brillante studioso, restauratore accorto e pioniere della divulgazione, Amedeo Maiuri fu protagonista di una delle stagioni più feconde dell’archeologia italiana.

Qui sopra ed in basso nelle immagini sono riportate tutte le principali informazioni sulla vita dell'archeologo e per visitare la Sezione espositiva. Informazioni in riferimento ai numeri di telefono, alle e-mail per i contatti e ai giorni di apertura del museo.

L'archeologo Amedeo Maiuri contribuì a rendere il patrimonio culturale italiano accessibile a un vasto pubblico, raccontando l’antichità con poesia e umanità. 

Per organizzare una visita e per visitare la Sezione espositiva a lui dedicata, allestita al primo piano di Palazzo Marchesi Campanari a Veroli sono utili i seguenti giorni ed orari: Venerdì – domenica: dalle ore 10.00 alle 13.00 e il pomeriggio: 15.00-18.00. Martedì – giovedì: visite su prenotazione. E-mail:  info@prolocoveroli.it - Tel. +39.0775.238929 e con Ingresso gratuito.


Il Museo archeologico dei popoli italici “Amedeo Maiuri”, in via Umberto I, 11-13, a Veroli (FR), è ospitato in un palazzo “Marchesi Campanari” dimora storica da visitare quando è riaperto al pubblico


Nel cuore di Veroli sorge Palazzo Marchesi Campanari, la dimora aristocratica che ospita il nostro museo e che da sola vale la visita. Scopri la storia architettonica, le decorazioni e gli affreschi di questo luogo. Costruito dalla famiglia Campanari, il palazzo riflette il gusto e lo stile dell’architettura romana del Seicento.

Nel 1612, Stefano Campanari, uomo di cultura e vicario del Cardinale Alessandrino Michele Bonelli, trasformò le proprietà familiari in un’imponente residenza. Le iscrizioni sul portale d’ingresso e sulle finestre sono testimonianze della costruzione seicentesca e celebrano i personaggi di spicco della famiglia.

Da Residenza a Dimora Regia. Nei secoli successivi, la famiglia, ottenuto il titolo nobiliare, elevò il palazzo a Dimora Regia, accogliendo ospiti illustri come Francesco III d’Este e Carlo III di Borbone.

L’edificio fu poi ampliato nel XVIII secolo con un’ala monumentale che include il magnifico Salone al piano nobile, affrescato da Giacomo Manco, celebre per i suoi lavori alla Certosa di Trisulti. Nel XIX secolo, nonostante le divisioni ereditarie, il palazzo continuò ad arricchirsi di decorazioni in stile pompeiano con motivi floreali e di paesaggio, in particolare al piano terra e al seminterrato.


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