venerdì 9 settembre 2011

Veroli, il consigliere comunale di opposizione Moraldi continua ad attaccare

‘Ritengo doveroso oltre che moralmente onesto da parte dei consiglieri comunali, partecipare alle sedute di consiglio convocate dal presidente Adriano Uccioli’. Il monito è del consigliere comunale verolano del PdL Mino Moraldi che analizzando i dati sulle presenze in assise rimprovera chi è assente e punta il dito sul modo di giustificarsi. ‘Devo constatare ahimè che proprio tra le fila dell’opposizione ci sia stata la maggiore quantità di assenze durante le prime sei adunanze del 2011. Esaminando i files che mi ha fornito il presidente del consiglio cittadino, rilevo che solo in alcuni casi si sia registrata la cosiddetta “assenza giustificata”, mentre in altri no. Ritengo ormai inadeguata la norma contenuta nel nostro regolamento comunale all’articolo 5 che recita: “Il consigliere comunale che senza giustificato motivo non intervenga ad almeno tre sedute ordinarie consecutive o a tre sedute straordinarie consecutive del consiglio è dichiarato decaduto”. Infatti le modalità di giustificazione sono diventate oramai assolutamente grottesche facendo pervenire al presidente una comunicazione telefonica a poche ore dall’inizio della seduta’. ‘Si sono registrati fino ad ora casi di consiglieri assenti per tre sedute non consecutive su sei totali. Vorrei chiedere a questi depositari della rettitudine pubblica se ritengano questo modo di agire consono a chi è chiamato dal popolo ad amministrare la propria città. Penso sia arrivato il momento di rivedere il disposto dell’articolo 5 e rendere effettivamente operativo e rigidamente categorico quanto scritto nel successivo articolo 6: “Il consigliere può giustificare la propria assenza con lettera da inviare alla presidenza del consiglio prima dell’inizio della seduta, nella quale siano indicate motivatamente le cause che gli impediscono la partecipazione al consiglio. In caso di assoluto impedimento dovuto a temporanea assenza dal territorio del comune o per altri gravi motivi di famiglia o per malattia, la comunicazione, ampiamente motivata o documentata, può pervenire alla presidenza anche dopo la seduta consiliare. Il presidente legge la lettera al consiglio nella prima seduta successiva alla presentazione della lettera stessa”. La motivazione deve essere ampiamente motivata e documentata, altro che una telefonata last-minute’. E in conclusione Moraldi esorta: ‘Mi auguro che il presidente del consiglio comunale e l’intera amministrazione composta sia da chi governa che dall’opposizione vogliano rivedere una norma ormai obsoleta e che presta il fianco alle solite furbate di chi anziché entrare in aula per il bene di Veroli e prendersi le proprie responsabilità, preferisce starsene a casa o a seguire i propri affari. Candidarsi non è un obbligo, sedere in consiglio dopo l’elezione deve diventarlo’. Veroli 6 settembre 2011. Comunicato Ufficio Stampa Dott. Mino Moraldi – Consigliere Comunale di Veroli