mercoledì 14 marzo 2012

Arte, Cultura e Storia a Sora


A cura del Centro di Sudi Sorani "V. Patriarca", sabato 24 marzo, alle ore 17, presso il Palazzo Municipale, Corso de' Volsci, adiacente la Piazzetta S. Spirito, si terrà un incontro culturale, di particolare importanza. Interverrà la scrittrice Donatella Di Pietrantonio, autrice del romanzo di grande successo: "Mia Madre è un fiume", Premio Nazionale Letterario Tropea 2011, che ha avuto già diverse edizioni. Il preside Luigi Gulia, che coordina queste proposte d'arte, cultura e storia, ci ha detto che il romanzo rappresenta " il racconto poetico e indimenticabile di un amore tra madre e figlia "andato subito storto".

Un romanzo potente e vitale, in cui le vicende personali si uniscono alla storia corale di un'Italia contadina, ritratta dagli anni di guerra fino ai nostri giorni...
In un Abruzzo luminoso e aspro, che affiora tra le pagine come una terra mitologica e lontana, le fatiche della campagna, l'allegria dei matrimoni, la ruvidezza degli affetti, l'emancipazione dall'analfabetismo e la fine della sottomissione femminile si intrecciano al racconto di una lenta metamorfosi dei sentimenti". Il preside Luigi Gulia ha anche aggiunto: "La densità della scrittura, le molteplici stratificazioni della narrazione, unite alla profondità dello sguardo con cui l'autrice segue lo scorrere dell'esistenza dei suoi protaonisti, rendono questo libro sorprendente..."

L'autrice, Donatella Di Pietrantonio è nata e ha trascorso l'infanzia ad Arsita, un paesino della provincia di Teramo, e vive a Penne, dove fa l'odontoiatra per bambini. Scrive dall'età di nove anni racconti, fiabe, poesie.

Altro incontro di rilievo quello di venerdì 30 marzo 2012, ore 17, presso la Sala S. Tommaso, in Piazza Indipendenza.

Il relatore, prof. don Manlio Sodi, parlerà di "Astronomia e culto: quale rapporto?". Don Manlio Sodi è Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, professore ordinario all'Università Pontificia Salesiana e Preside della Facoltà di Lettere cristiene e classiche al "Pontificium Altioris Latinitatis".